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lunedì 6 agosto 2012

Elianto

"Elianto, nel dormiveglia, ripensava al sogno di quella notte.
 Era disteso sulla spiaggia, davanti a un mare notturno di olio nero.
[...] Suo nonno in piedi, con un vestito il doppio della sua taglia, un bambino vestito da grande, il volto rugoso illuminato dal satellite naturale, gli indicava le stelle con un bastone:
-Boothe, Sirio Andromeda e la tua febbre, lassù.
Ma Elianto non riusciva a sollevare la testa, era inchiodato alla sabbia da una mano imperiosa e maligna.
Non posso guardare, sospirava. Allora il nonno posava sulla sabbia un bicchiere, tenendolo chiuso con una mano. Dentro c'erano delle lucciole, o qualcosa di simile. Danzavano, al suono della musica lontana.
- Eccole qua, allora, le tue stelle - diceva il nonno - Boothe, Sirio, Andromeda.
 E quella che brilla di più è la tua pena. 
Le ho prese dalla colonia dei sordomuti, mentre dormivano, nella camera dalle finestre scheggiate..."

Stefano Benni - Elianto

2 commenti:

  1. Complimenti per l'interpretazione del testo, mi viene voglia di leggere il libro.

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    1. Grazie :)
      Telo consiglio vivamente, io mi sono innamorata di questo libro. Quindi...LEGGILO!

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